La Croce è la certezza dell’amore incrollabile di Dio per noi

JMJ day 5-845

Il programma della giornata è stato anche ieri molto intenso: tema della catechesi la missione, che nasce dal bisogno del cuore di comunicare agli altri Gesù ed è segno della autenticità della nostra fede.

Intanto nel meraviglioso parco “Quinta da Boa Vista” si celebrava il sacramento della Riconciliazione. Anche il Papa ha confessato cinque giovani.

Il parco è anche la sede della “Feira vocacional”: una esposizione festosa dove in circa 100 stand si fa conoscere ai giovani la vita della Chiesa.

Un'altra tappa dell'itinerario del Papa nella sofferenza dei giovani è stata l'incontro privato con alcuni detenuti, sei ragazzi e due ragazze nella sede dell'Arcivescovado. Una ragazza molto commossa ha cantato una canzone per il Pontefice e letto una lettera a nome delle sue compagne detenute. Il Papa ha pregato il Padre Nostro con i ragazzi e detto “mai più violenza, solo amore” esortandoli a guardare al futuro”.

Dal balcone dell'Arcivescovado papa Francesco ha poi recitato l'Angelus, rivolgendo alcune parole alla folla che pregava con lui: “I bambini e gli anziani costruiscono il futuro dei popoli; i bambini perché porteranno avanti la storia, gli anziani perché trasmettono l’esperienza e la saggezza della loro vita”. Papa Francesco è partito da questa frase, contenuta nel documento di Aparecida, per fare gli auguri ai nonni, nella giornata a loro dedicata, che in Brasile come in altri Paesi coincide con la festività odierna dei santi Gioacchino e Anna.

Anche il pranzo del Santo Padre oggi ha costituito un momento di incontro: dodici giovani di tutti i continenti hanno infatti condiviso il suo pasto. Un pranzo lungo, durato più di un’ora e mezza. “Molto commovente – ha detto Thomson Philip, della Nuova Zelanda - è stato quando il Papa ci ha chiesto: perché quando voi siete qui a pranzo con il Papa, c’è gente che ha fame? Ci ha fatto capire che avevamo una grande responsabilità, che era quella di condividere questa esperienza con gli altri e di essere testimoni vivi di Cristo”.

 Infine, lungo la spiaggia di Copacabana si è svolta la “Via Sacra”, come qui viene chiamata la Via Crucis. Le 14 Stazioni sono state lette da diversi giovani, e hanno avuto come tema i tanti drammi dell’uomo di ogg.

Al termine della rappresentazione, papa Francesco ha proseguito la riflessione che ormai da qualche giorno sta svolgendo insieme ai pellegrini che partecipano a questa GMG e a tutti i giovani del mondo: “Nessuno può toccare la Croce di Gesù senza lasciarvi qualcosa di se stesso e senza portare qualcosa della Croce di Gesù nella propria vita”. Richiamando il “mandato” del Beato Giovanni Paolo II che nel 1984, al termine dell’Anno Santo della Redenzione, proprio ai giovani aveva affidato la Croce perché la portassero nel mondo “come segno dell’amore di Gesù per l’umanità”. Papa Francesco ha ricordato che “da allora la Croce ha percorso tutti i Continenti e ha attraversato i più svariati mondi dell’esistenza umana, restando quasi impregnata dalle situazioni di vita dei tanti giovani che l’hanno vista e l’hanno portata”. Quindi il Papa ha posto tre domande: “Che cosa avete lasciato nella Croce voi, cari giovani del Brasile, in questi due anni in cui ha attraversato il vostro immenso Paese? E che cosa ha lasciato la Croce di Gesù in ciascuno di voi? E, infine, che cosa insegna alla nostra vita questa Croce?”.

 Il Papa a questo punto ha illustrato il senso della Croce di Gesù nella vita dell’umanità affermando che “nella Croce di Cristo c’è la sofferenza, il peccato dell’uomo, anche il nostro, e Lui accoglie tutto con le braccia aperte”. La Croce, ha poi spiegato, è “la certezza dell’amore incrollabile di Dio per noi. Un amore così grande che entra nel nostro peccato e lo perdona, entra nella nostra sofferenza e ci dona la forza per portarla”.  Rivolgendosi in particolare ai brasiliani presenti alla “Via Crucis”, Papa Francesco ha detto: “Il primo nome dato al Brasile è stato proprio quello di ‘Terra de Santa Cruz’. La Croce di Cristo è stata piantata non solo sulla spiaggia più di cinque secoli fa, ma anche nella storia, nel cuore e nella vita del popolo brasiliano e non solo. Il Cristo sofferente lo sentiamo vicino, uno di noi che condivide il nostro cammino fino in fondo. Non c’è croce, piccola o grande, della nostra vita che il Signore non condivida con noi”.

Nella parte finale della sua meditazione sulla “Via Crucis” il Papa ha invitato i giovani a scegliere chi impersonare delle figure narrate dai Vangeli: “E tu, come sei? Come Pilato, come il Cireneo, come Maria?”, esortando i giovani a fidarsi della croce di Cristo, portando “le nostre gioie, le nostre sofferenze, i nostri insuccessi”. Infine, Papa Francesco ha assicurato che “troveremo un Cuore aperto che ci comprende, ci perdona, ci ama e ci chiede di portare questo stesso amore nella nostra vita, di amare ogni nostro fratello e sorella con questo stesso amore”. 

Angelus

Via Crucis

La Croce è la certezza dell’amore incrollabile di Dio per noi



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