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Vorrei innanzitutto ringraziare il PCL per il seminario al quale ho potuto partecipare rappresentando l’ICCRS.

Ho ascoltato attentamente tutte le relazioni e gli interventi, mi pare che alcuni di essi più di altri siano stati di una grande ricchezza.

Avrei voluto anch’io intervenire con alcune considerazioni, pero il tempo è volato e non c’è più stato la possibilità. In ogni caso desidero condividere con lei queste poche considerazioni in modo che non rimanga solo in me.

Ho apprezzato la qualità dei relatori e anche degli interventi, credo siano stati arricchenti. Tutte le relazioni sono state interessanti, servono senz'altro anche da spunto per approfondire ulteriormente su ogni argomento, come ha invitato Mons. Clemens per tenerci aggiornate e preparate su questi argomenti.

La mia considerazione va in questo senso.

Mi pare che il seminario ha reso evidente il ruolo della donna nei vari ambiti, soprattutto lavorativo naturalmente essendo questo il tema. A un certo punto ho pensato che occorrerebbe fare anche dei seminari dove si rifletta non solo sull’importanza della figura della donna, ma anche dell’uomo.

Mi sono chiesta questo dopo l’intervento della sig.ra Terry Polakovic (USA) qu ha parlato sul tema “Formare le bambine e le giovani: il genio femminile a servizio dell’umano.” Perché la preoccupazione soltanto per la formazione delle bambine, ragazze e donne? Non dovremo forse offrire la stessa attenzione anche all’uomo. Altrimenti a chi affidiamo il compito della sua educazione, affinché il suo sviluppo in quanto uomo sia completo e non lasciato alla scuola che zoppica nel presentare programmi che seguono la mentalità imperante del mondo, o alle famiglie fragili ferite dalle separazioni e in tanti casi lasciati al caso? Penso che così come la donna va educata, rispettata, apprezzata e valorizzata in qualsiasi ambiente, anche l’uomo deve essere educato, rispettato, apprezzato e valorizzato in quanto uomo. Trovare un equilibro nel tempo che dedichiamo a questo compito penso si renda necessario.

Un altro aspetto che vorrei rilevare è il seguente.

Si è parlato del ‘genio femminile’, quasi una prerogativa soltanto di alcune donne, e mi spiego. Dalle varie relazioni si è evidenziato che la donna dovrebbe essere valorizzata sempre, tuttavia sembrava che questo dovesse avvenire soltanto se essa raggiunge una certa posizione nella società, se acquista dei titoli, se diventa una manager, se ha dei ruoli riconosciuti importanti da tutti. Mi sono chiesta perciò: e tutte le altre donne che non hanno avuto la possibilità di diventare una professionista, una manager, o occupare dei ruoli importanti nella società, come ad esempio una ‘semplice’ madre, una sposa che porta avanti la sua famiglia, magari con sacrificio come fanno la extragrande maggioranza di donne dei paesi poveri, dove le mettiamo, non dovremo forse considerare anche, io direi soprattutto loro delle genio?

Mi pare che occorre, ancora di più nei tempi che viviamo, che la donna sia valorizzata perciò che è, la femminilità e il genio femminile devono essere riconosciute non per la posizione che essa raggiunge, ma, in quanto donne, come sta scritto nelle nostre cellule da Colui che ci creò. Lo stesso vale naturalmente per l’uomo. Altrimenti mi pare che lasciamo lo spazio all’ideologia del gender, che proclama ai quattro venti usando ogni mezzo per affermare tutto il contrario di ciò in cui crediamo, annullando l’identità dell’uomo e della donna.

Mi piacerebbe in tal senso che il PCL organizzasse un seminario sulla famiglia, dove si possa approfondire il ruolo sia dell’uomo sia della donna. Come ben ha testimoniato la sig.ra Clara Gaymard (Francia). Sono rimasta colpita dal coraggio della sua scelta di mettere la famiglia al centro nella sua azienda. Un modello controcorrente da tenere presente, speriamo che questo possa avvenire in ogni ambito.

Concludo affermando che per noi donne il seminario  è stato un invito ad assumere con responsabilità l’argomento trattato. Personalmente mi sono sentita richiamata a un compito più attivo, sollecitata a custodire la ricchezza del “uomo e donna” per collaborare in qualche modo con la volontà del Signore che ha affidato a tutti, questo delicato compito.
Milagros Carbajal

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