Uomini e donne. Diversità e reciproca complementarità

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La cultura del nostro tempo rimette in questione l’essere umano nelle dimensioni più decisive della sua esistenza e lo fa attraverso modalità che arrivano fino allo stravolgimento della comprensione della sua natura, in particolare della sua identità sessuale e del rapporto tra i sessi. Una distorsione che non può essere senza ripercussioni per il futuro del genere umano. In un clima di “pansessualismo” aggressivo, e con effetti disastrosi, la cultura contemporanea propone-impone di vivere la propria identità sessuale e il rapporto tra i sessi secondo modelli non solo superficiali e riduttivi, ma spesso sfigurati e autodistruttivi. 

Il seminario di studio “Uomini e donne: diversità e reciproca complementarità”, organizzato dal Pontificio Consiglio per i Laici e tenutosi in Vaticano il 30-31 gennaio 2004, si è posto davanti a questo contesto culturale intraprendendo una riflessione approfondita sulla natura dell’identità sessuale della persona umana e sul rapporto uomo-donna. Non è la prima volta che il Pontificio Consiglio per i Laici affronta la questione. Basti ricordare il Convegno internazionale organizzato nel 1996 sul tema “Un impegno rinnovato di tutti per il bene delle donne di tutto il mondo”, i cui atti sono raccolti nel volume La logica del dono. I periodici ritorni, per così dire, del nostro Dicastero su questo tema sono una risposta al pressante invito a approfondirlo che gli viene dalla Christifideles laici, sua vera e propria magna charta, nella quale il Papa afferma: “ La condizione per assicurare la giusta presenza della donna nella Chiesa e nella società è una considerazione più penetrante e accurata dei fondamenti antropologici della condizione maschile e femminile, destinata a precisare l’identità personale propria della donna nel suo rapporto di diversità e di reciproca complementarità con l’uomo, non solo per quanto riguarda i ruoli da tenere e le funzioni da svolgere, ma anche e più profondamente per quanto riguarda la sua struttura e il suo significato personale. I Padri sinodali hanno sentito vivamente questa esigenza affermando che “i fondamenti antropologici e teologici hanno bisogno di studi approfonditi per la risoluzione dei problemi relativi al vero significato e alla dignità di ambedue i sessi””.

Poiché le questioni della dignità, della partecipazione alla vita sociale e della parità dei sessi sono diventate ormai parte integrante di certe strategie attuate a livello internazionale da diversi organismi – tra cui l’ONU e le sue varie istanze, nonché numerose Organizzazioni non governative – abbiamo dovuto delineare il quadro socioculturale con uno sguardo attento a quanto succede anche in questi importantissimi ambiti. Non dimentichiamo che le raccomandazioni e le risoluzioni delle conferenze mondiali diventano strumento di forti pressioni sugli organi legislativi di tutti gli Stati membri dell’ONU. A questo livello è preziosa la voce della Santa Sede, troppo spesso una “voce che grida nel deserto”, ma che non si deve permettere che venga spenta. Su tutto questo ci siamo concentrati nella seconda parte dei nostri lavori. S. E. Mons. Diarmuid Martin, Arcivescovo coadiutore di Dublino, ha offerto la sua interessante testimonianza di osservatore privilegiato, avendo lavorato per venti anni, per conto della Santa Sede, nell’ambito di tali organizzazioni. Il suo intervento e la relazione della dott.ssa Marguerite Peeters, Direttrice generale dell’Istituto per una Dinamica del Dialogo Interculturale, hanno posto l’accento sul processo di decostruzione del sistema di valori tradizionali messo in moto dalle conferenze organizzate dall’ONU negli anni Novanta, e specialmente dalla Conferenza del Cairo (1994) e dalla Conferenza di Pechino (1995). 

Diffondendol’idea che tutto può essere costruito e decostruito secondo valori in voga in un dato momento storico, tali strategie puntano all’affermazione di una nuova etica mondiale basata sull’individualismo, che rende difficile un giudizio obiettivo sui diritti e doveri della persona nei confronti di sé stessa e degli altri. Il terzo momento – quello centrale – è stato dedicato a una rassegna del Magistero della Chiesa sull’unità duale della persona umana. La professoressa Maria Teresa Garutti Bellenzier e S. E. Mons. Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna hanno sviluppato una documentata riflessione sulla figura della donna nella storia della salvezza, per far emergere la sua verità più profonda.

Dalla Prefazione di S.E. Mons. Stanisław Ryłko
Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici

 

Uomini e donne: diversità e reciproca complementarità, Seminario di studio, 30-31 gennaio 2004, Libreria Editrice Vaticana 2005 (€ 10,00). Disponibile solo in italiano [esaurito] e inglese.

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