Il mondo dello sport oggi, campo di impegno cristiano

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Nei giorni 11 e 12 novembre 2005, la Sezione “Chiesa e sport” ha tenuto, presso gli uffici del Pontificio Consiglio per i Laici, il seminario internazionale sul tema “Il mondo dello sport oggi: campo d’impegno cristiano”. Si è trattato di un evento unico e storico, sia per questa nuova Sezione che per la Santa Sede poiché è stata la prima volta che un ufficio vaticano ha dedicato un seminario di studio al fenomeno globale dello sport. L’idea di fondo del seminario è stata quella di compiere un’analisi preliminare del vasto mondo dello sport in tutte le sue complessità, per offrire ai membri del Dicastero, e ai partecipanti tutti, una visione panoramica; allo stesso tempo, si sono volute mettere a fuoco le questioni più critiche e le sfide che riguardano più direttamente questa Sezione.

Il lavoro del primo giorno è consistito in un’analisi del fenomeno globale dello sport e delle sue ripercussioni antropologiche, culturali, educative e etiche nella società contemporanea. Sua Eccellenza l’arcivescovo mons. Stanisław Ryłko, ha introdotto i lavori del seminario situando lo sport in due importanti contesti: quello globale che coinvolge sia lo spettatore che l’atleta dilettante o professionista; e quello della nuova evangelizzazione, per cui lo sport è visto come un campo adatto alla missione della Chiesa chiamata a estendere il Regno di Dio. L’italiana esperta di storia dello sport, dott.ssa Maria Aiello, ha offerto una rassegna dello sviluppo storico dello sport dall’antica Grecia fino ai nostri giorni. Al suo puntuale intervento ha fatto seguito una relazione sul tema “Lo sport nella cultura contemporanea” svolta dal prof. Dietmar Mieth, teologo moralista all’Università di Tubinga che ha delineato alcuni dei valori e dei principi sui quali potrebbe essere elaborata un’etica cristiana dello sport.

La tavola rotonda del pomeriggio su “Problemi e sfide dello sport oggi” ha affrontato temi come la commercializzazione, la violenza, il doping e l’uso dei media nello sport. Tra gli intervenuti, il gesuita e già allenatore di basket padre Vincent Capuano, dell’Università di Salta, in Argentina; il professor Clark Power dell’Università di Notre Dame, negli Stati Uniti; la sig.ra Elaine Raakman di “Just Play Sports” (Canada); il dott. Pasquale Bellotti dell’Università “La Sapienza” di Roma, e il dott. Fabrizio Maffei, direttore di Rai Sport (Italia). Il presidente del Centro sportivo italiano, Edio Costantini, ha chiuso la giornata con una relazione su “Lo sport: risorse di rinnovamento e prospettive”, esplorando le sue dimensioni educative e formative viste in modo particolare tramite la ricca tradizione italiana degli oratori parrocchiali, modello tuttora attuabile, siano essi affiliati alla parrocchia o indipendenti da essa.

Il secondo giorno di lavoro è iniziato con una sintesi organica degli insegnamenti del Magistero della Chiesa riguardo l’attività sportiva, svolta da mons. Carlo Mazza, direttore dell’Ufficio per il turismo, lo sport e il tempo libero della Conferenza episcopale italiana.

Mons. Mazza ha fatto notare che degli oltre duecento discorsi sullo sport trovati negli scritti dei pontefici, da Pio X fino al presente, tre sono di san Pio X, venti di Pio XII, trentacinque di papa Paolo VI e più di centoventi sono di papa Giovanni Paolo II. Poiché i documenti del Magistero sono il fondamento e l’orientamento del nostro servizio, e una guida per uno studio e una ricerca sempre crescenti in questo campo, la relazione ha animato il resto dei lavori della giornata che hanno esplorato alcuni dei modi in cui la presenza cristiana nel mondo dello sport può essere promossa, e hanno messo in luce alcune delle specifiche risorse e strutture entro la Chiesa che possono essere ulteriormente sviluppate per servire a questo scopo.

La tavola rotonda sul tema “Lo sport: frontiera della nuova evangelizzazione” ha presentato relatori provenienti da un’ampia gamma di ambiti pastorali del mondo dello sport: il prof. Norbert Müller, a lungo consulente del Comitato internazionale olimpico e esperto del pensiero di Pierre de Coubertin; Jeff Suppan, lanciatore della Major League Baseball nella squadra dei St. Louis Cardinals; Clemént Schertzinger, Presidente della F.I.C.E.P., federazione sportiva cattolica assai diffusa in Europa; mons. Fortunato Frezza, Cappellano della squadra di calcio di Serie A “Roma”; Arturo Salah, già allenatore della squadra nazionale di calcio del Cile; il rev. Hans-Gerd Schütt, Cappellano della squadra olimpica tedesca. Nel corso della discussione che ha fatto seguito, molti hanno detto quanto sia significativo il ruolo dell’allenatore nella formazione umana e spirituale dell’atleta.

In alcuni Paesi, per esempio, i ragazzi passano solo venti ore all’anno con il catechista, ma ne passano oltre duecento con l’allenatore di programmi sportivi portati avanti dalla locale parrocchia o dalla scuola cattolica.

Nel pomeriggio padre Kevin Lixey, L.C. ha presentato gli scopi e gli obiettivi della Sezione “Chiesa e sport” al fine di ricevere dai partecipanti un feedback alla luce di quanto detto durante il seminario. Dal seminario sono emersi due specifici ambiti di lavoro: quello accademico che continuerà a studiare gli insegnamenti della Chiesa riguardanti lo sport; e quello del servizio pastorale nello sport e attraverso lo sport, che cercherà di scoprire e promuovere i “migliori allenamenti pastorali” che si svolgono a livello locale. Concludendo il seminario, il vescovo S.E. mons. Josef Clemens ha messo in evidenza la necessità che la Sezione “Chiesa e sport” diventi un punto di riferimento e una voce autorevole nel mondo dello sport. Ha fatto anche notare come lo sport apra alla Chiesa una panoramica di opportunità unica in sé nel momento in cui ricerca soluzioni ai problemi della violenza e del doping, risolvibili solo con una sana antropologia della persona che riconosce e valorizza l’aspetto spirituale tanto quanto la dimensione corporea. A questo riguardo la Sezione potrebbe anche servire come possibile ponte tra credente e non credente, e fungere da areopago di crescente riflessione e dialogo.

Il seminario è servito anche per riunire un iniziale gruppo di persone con esperienze varie nel campo dello sport. Quarantacinque partecipanti provenienti da diciotto Paesi diversi hanno lavorato in squadra con il nostro Dicastero, rappresentando i diversi campi degli studenti, dei direttori di associazioni sportive cattoliche e di opere di apostolato sportivo gestite da movimenti laicali, degli atleti professionisti, degli allenatori, dei manager di squadra e dei rappresentanti delle conferenze episcopali nazionali alla guida di simili uffici per il servizio pastorale dello sport. Siamo stati lieti, infatti, della presenza di rappresentanti degli uffici “Chiesa e sport” delle conferenze episcopali di Austria, Germania, Ungheria, Italia e Polonia. Quest’attiva partecipazione di esperti provenienti da quasi tutti i continenti del mondo ha rivelato alcuni degli aspetti più importanti da considerare nella promozione di un ministero pastorale nel campo dello sport a livello locale, e allo stesso tempo ha offerto una opportunità di scambio di idee e di raccolta di suggerimenti e iniziative che potranno servire alla Chiesa universale.

Il seminario è stato l’occasione per gettare le fondamenta iniziali, ma già complete, per costruire il futuro di questa Sezione. Speriamo che gli atti, che saranno presto pubblicati in italiano e inglese, possano servire da guida preliminare a coloro che sono coinvolti in questo specifico servizio pastorale. Sebbene siamo ben consapevoli dei pericoli che lo sport può causare se ignora la centralità della persona umana, siamo coscienti anche delle opportunità pastorali che una sana pratica di questa attività può procurare. Come ha detto papa Benedetto XVI, salutando un gruppo di ragazzi riuniti in piazza San Pietro per un torneo di calcio, lo sport è una disciplina che, “se praticata nel rispetto delle regole, diventa strumento educativo e veicolo di importanti valori umani e spirituali” (Udienza generale, 21 settembre 2005). Per mezzo di questa Sezione il Pontificio Consiglio per i Laici, operando in collaborazione con associazioni sportive, atleti, studenti, movimenti, ordini religiosi e conferenze episcopali, cercherà di rinnovare il potenziale educativo e formativo dell’esercizio dello sport a ogni livello, perché sia a servizio della persona e della proclamazione del Vangelo, e un luogo di incontro e di dialogo tra i popoli.

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