Il saluto del Segretario del Pontificio Consiglio per i Laici, S.E. mons. Josef Clemens, ai convenuti in piazza San Pietro

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Carissimi fratelli e sorelle!

Saluto molto cordialmente tutti voi qui presenti, che avete accolto con gioia e con prontezza l’invito di Papa Benedetto XVI all’appuntamento di questo pomeriggio, che culminerà nella celebrazione dei Primi Vespri della Solennità di Pentecoste con il nostro Santo Padre.

Vorrei esprimere un cordiale benvenuto a ciascuno di voi, a quelli più vicini, ma in particolare a quelli più lontani, che si trovano in fondo a Piazza San Pietro e in Via della Conciliazione. Sappiamo tutti che in una celebrazione di preghiera, come la nostra oggi, non importano tanto le distanze, perché conta la vicinanza del cuore, conta l’unità, conta l’unica fede nel Dio presente tra noi. Ricordiamoci della promessa del Signore: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18, 20).

Saluto cordialmente i fondatori e i responsabili, saluto tutti gli appartenenti e tutti gli amici dei Movimenti ecclesiali e delle nuove comunità. Ringrazio tutti di essere venuti - dall’Italia e da tutta l’Europa, ma anche da ogni parte del mondo,  dall’Africa, dall’Asia, dall’Oceania e dal continente Americano - per questo secondo Incontro delle nuove realtà ecclesiali con il Successore di Pietro. È il secondo incontro, dopo l’indimenticabile sabato pomeriggio del 30 maggio 1998 con il Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II, nella stessa Piazza di San Pietro.

La vostra presenza così numerosa è un grande segno della vivacità e della giovinezza della Chiesa. La chiesa è giovane e lo vediamo oggi qui in Piazza San Pietro! La chiesa è universale, non conosce né età né razze, perché è tutta una cosa sola e perché è veramente cattolica!

Carissimi fratelli e sorelle!

Nelle meditazioni del “Trittico Romano” [1] di Giovanni Paolo II (2003) troviamo nella seconda poesia “La sorgente” le seguenti parole:

“Se vuoi trovare la sorgente, devi proseguire in su, controcorrente.”

Siamo venuti per “confessare” in questa vigilia di Pentecoste, e lo vogliamo fare pubblicamente in questa Piazza San Pietro, in tutta modestia e semplicità e nello stesso tempo con franchezza e sincerità, che abbiamo cercato in questi anni di andare molto in su e che, tante volte, siamo andati anche controcorrente, ma che abbiamo trovato la sorgente dell’acqua viva che disseta il desiderio inesauribile del nostro cuore, la nostra sete di verità, di bellezza, di felicità.

Questa sorgente non è una teoria, non è una filosofia o una semplice risposta astratta, ma è una Persona. Al riguardo dice il Santo Padre Benedetto XVI nell’enciclica “Deus caritas est”: “All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva”[2].

Per questo, il primo motivo del nostro incontro è la gratitudine per i molteplici doni ricevuti che ci hanno aiutato a trovare la sorgente, la presenza viva di Gesù, “il più bello tra i figli dell’uomo” (Sal 45). La preghiera dei Vespri è un momento privilegiato per ringraziare Dio per la sua bontà e per le sue meraviglie compiute per noi (“Magnalia Dei”) nell’opera della Redenzione. Vogliamo esprimere la nostra piena gratitudine verso lo Spirito creatore e vogliamo ringraziare anche per quegli uomini “toccati da Dio” che, con la testimonianza della loro fede vissuta,  sono stati davanti a noi come i nostri “battistrada” e ci accompagnano nel nostro cammino personale verso l’amicizia con il Figlio di Dio, che ci dona la vita e la vera libertà.

Ringraziamo il Signore per i fondatori e le fondatrici che hanno ascoltato il soffio dello Spirito Santo; ringraziamo Dio per l’aiuto dei nostri genitori, insegnanti e sacerdoti sulla via della fede, ma, in particolare, vogliamo ringraziare per il grande magistero e la grande testimonianza dell’indimenticabile Papa Giovanni Paolo II!

Il secondo motivo del nostro incontro è il rinnovamento dell’impegno che Giovanni Paolo II ci ha chiesto con tre imperativi otto anni fa: Aprite! Accogliete! Non dimenticate! Lui diceva (gridava) quella sera: “Apritevi con docilità ai doni dello Spirito! Accogliete con gratitudine e obbedienza i carismi che lo Spirito non cessa di elargire! Non dimenticate che ogni carisma è dato per il bene comune, cioè a beneficio di tutta la Chiesa!”[3]

In questa celebrazione ognuno di noi ha la possibilità di fare il proprio esame di coscienza. Come abbiamo risposto a  queste tre consegne di un vero Padre che ci vuole bene? Possiamo domandarci: in che modo ci siamo aperti ai doni dello Spirito Santo? Abbiamo accolto i suoi carismi? Ci siamo ricordati del bene comune di tutta la Chiesa? Possiamo interrogarci come  “comunità di fede” sulla nuova tappa della “maturità ecclesiale” che il S. Padre Giovanni Paolo II otto anni fa ha aperto.

Accogliamo questa sera le parole del Santo Padre Benedetto XVI che segnano il nostro incontro: “Non vi è niente di più bello che essere raggiunti, sorpresi dal Vangelo, da Cristo. Non vi è niente di più bello che conoscere Lui e comunicare agli altri l’amicizia con lui”.[4]  Con  l’aiuto dello Spirito Santo prendiamo un nuovo slancio, nuove energie e una nuova fantasia per il nostro futuro comune cammino!

Vorrei ringraziare di nuovo  tutti Voi per la Vostra presenza, per il Vostro impegno missionario e, soprattutto, per la Vostra fedeltà al dono della fede in Gesù Cristo e al successore di Pietro che vuole confermarci in questa stessa fede.

Un cordiale benvenuto a tutti!

S.E. mons. Josef Clemens

Segretario del Pontificio Consiglio per i Laici.

Città del Vaticano

* * *

[1] Giovanni Paolo II, Trittico Romano. Meditazioni, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2003, 15 (= TR).

[2] Benedetto XVI, Lettera Enciclica „Deus caritas est“, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2005, n. 1.

[3] Giovanni Paolo II, „Apritevi con docilità ai doni dello Spirito!”, in: “Il Papa e i Movimenti”, a cura del Pontificio Consiglio per i Laici, ed. S. Paolo, pag. 48.

[4] Benedetto XVI, Santa Messa per l’inizio del ministero petrino del Vescovo di Roma, 24 aprile 2005.

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