Una diversa dall'altra

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Pubblichiamo il testo dell'articolo del sotto-segretario del Pontificio Consiglio per i Laici, mons. Miguel Delgado Galindo, apparso sull'Osservatore Romano del 19 agosto 2016.

Una diversa dall'altra

Continua il pellegrinaggio delle giornate mondiali

Non c’è una giornata mondiale della gioventù uguale alle altre. Ogni gmg ha avuto una connotazione particolare, che l’ha resa unica e irripetibile, a cominciare dalle persone che vi hanno partecipato. Quest’anno, nel venticinquesimo anniversario di quella tenutasi a Częstochowa nell’estate del 1991, la gmg è tornata in Polonia. La trentunesima, che si è conclusa lo scorso 31 luglio con la messa celebrata da Papa Francesco al campo della Misericordia a Brzegi, nei pressi di Wieliczka, nell’arcidiocesi di Cracovia, è stata caratterizzata dal giubileo straordinario della misericordia, indetto dal Papa, che — come egli stesso ha tenuto a specificare ai vescovi polacchi appena giunto a Cracovia — non nasce da una sua iniziativa ma si inscrive in un più ampio processo in atto già da anni nella Chiesa.

La gmg in Polonia, che ha avuto come tema «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia» (Matteo 5, 7), è la prima celebrata dopo la canonizzazione di Giovanni Paolo II, avvenuta il 27 aprile 2014. Una circostanza doppiamente significativa, considerato che Papa Wojtyła fu arcivescovo di Cracovia dal 1964 fino al 1978 — anno della sua elezione — e che proprio lui istituì la gmg nel 1985, proclamato dall’Onu anno internazionale della gioventù. Tornare a Cracovia, dunque, ha offerto ai giovani anche l’opportunità di un pellegrinaggio nei luoghi legati alla vita di questo santo pontefice. Non possiamo tralasciare, inoltre, che si tratta della città dove visse e dove, nel 1938, morì Faustina Kowalska, l’umile religiosa che ha trasmesso alla Chiesa il mistero della divina misericordia, così come le era stato rivelato da Gesù. Tale mistero è il dono dell’amore senza misura che Dio nutre per l’umanità intera e alimenta la fiducia che ogni uomo è chiamato a riporre in questo amore. Faustina trascorse la sua vita a corrispondere alla chiamata di Cristo, promuovendo l’introduzione nella Chiesa di nuove forme di culto alla divina misericordia. Wojtyła non incontrò mai di persona la suora, che morì a 33 anni, proprio quando il giovane Karol si trasferì a Cracovia per iniziare gli studi all’università Jagellonica. Tuttavia, egli conobbe la devozione alla divina misericordia durante la seconda guerra mondiale, mentre lavorava come operaio nell’industria chimica Solvay. In quegli anni si recava spesso a pregare nella cappella del convento in cui la suora trascorse l’ultimo periodo della sua vita, a Łagiewniki, dove si trovano l’immagine originale di Gesù misericordioso — che risale al 1943 ed è opera di Adolf Hyła — e le spoglie della santa. Giovanni Paolo II ebbe la gioia di beatificarla nel 1993 e di canonizzarla nel 2000, istituendo al contempo la festa della divina misericordia, che cade la prima domenica dopo Pasqua, come Gesù aveva richiesto alla santa. Sia Karol Wojtyła sia Faustina Kowalska, speciali patroni della gmg di Cracovia, sono stati apostoli della misericordia. E tra questi può essere annoverato a pieno titolo anche il cardinale Franciszek Macharski, successore del cardinale Wojtyła nella sede episcopale di san Stanislao, che Papa Francesco ha visitato in ospedale all’indomani del suo arrivo nell’antica capitale polacca. Il porporato è morto solo due giorni dopo la chiusura della gmg. Egli scelse come motto episcopale: «Gesù, confido in te!» e si fece promotore della costruzione del santuario di Łagiewniki. La sera stessa del suo arrivo, Papa Francesco ha voluto affacciarsi per la prima volta dalla finestra del palazzo arcivescovile, come fecero Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, per dialogare con i giovani. In quell’occasione Francesco ha ricordato Maciej Szymon Cieśla, il giovane volontario deceduto il 2 luglio, dopo aver lottato coraggiosamente contro il cancro. Erano di Maciej, grafico di professione, molti dei disegni affissi nelle strade di Cracovia durante la gmg. È stato grazie all’impegno come volontario che egli ha potuto riscoprire la fede. Sono tanti momenti che hanno segnato le giornate polacche del Papa. Particolarmente toccante è stata la preghiera silenziosa durante la visita nei campi di concentramento e di sterminio di Auschwitz e Birkenau, dove ha salutato alcuni dei sopravvissuti a questo abisso di malvagità, tra cui la musicista Helena Dunicz Niwińska — il prigioniero numero 64118 — che ha oggi 101 anni e che fu musicista nell’orchestra femminile del lager. È possibile leggere la sua storia nell’autobiografia Una violinista a Birkenau. Helena ha accolto alcuni giovani nella sua casa di Cracovia durante la gmg. Pensando al male causato dall’uomo in alcuni momenti della storia, colpisce questa annotazione del Diario di Faustina Kowalska, del 29 aprile 1935, prima che avesse inizio la Shoah: «Tutto passerà, ma la sua misericordia è senza limiti e senza termine. Sebbene la malvagità arrivi a colmare la sua misura, la misericordia è senza misura». Ai giovani che lo hanno accolto nel parco Jordan a Błonia, Papa Francesco ha voluto poi rivelare che la Chiesa e il mondo intero li guardano e desiderano imparare da loro a rinnovare la fiducia nella misericordia del Padre, che ha sempre il volto giovane. Li ha sollecitati ad avere sempre un cuore misericordioso; ad abbandonare le comodità; ad andare incontro agli altri; ad accogliere quanti soffrono. Francesco ha ricordato loro che solo in un cuore aperto e capace di sognare c’è spazio per la misericordia. E nella Via crucis li ha chiamati a essere un segno dell’amore misericordioso di Dio e ha indicato la via della croce quale strada da percorrere per seguire Cristo e trovare la felicità. Nella veglia di preghiera al campo della Misericordia è risuonato l’invito a pregare per essere famiglia in fratellanza. Dopo aver ascoltato le testimonianze di Rand, una giovane siriana, di Natalia, una ragazza polacca, e di Miguel, un paraguayano, Francesco ha spiegato che siamo venuti al mondo per lasciare un’impronta, una traccia. Perciò ha sollecitato i giovani a fuggire dalla comodità, per non diventare “imbambolati”, addormentati, intontiti; li ha incoraggiati ad assumere decisioni sul proprio futuro e a costruire ponti di fraternità. Il Papa ha utilizzato espressioni chiare e forti, senza mezzi termini, che scaturiscono dall’amore e dalla fiducia che egli ha manifestato più volte nei confronti delle nuove generazioni. L’incontro di Gesù con Zaccheo, il capo dei pubblicani, è stato infine il tema dell’omelia del Papa nella messa per la gmg. Francesco, rivolgendosi ai giovani, ha parlato ancora dell’amore di Dio per ognuno di loro, della vita come un dono prezioso, un tempo per amare ed essere amati; li ha sollecitati a non vergognarsi dei loro peccati e delle loro debolezze, ma a portare ogni cosa al sacramento della confessione. In realtà, la gmg di Cracovia non si è conclusa il 31 luglio ma, come ha detto lo stesso Pontefice, è invece cominciata proprio in quel giorno, perché Gesù aspetta i giovani al rientro nelle loro case e nei propri ambienti di vita. Il cammino della gmg continua per le vie del mondo, e avrà la sua prossima tappa a Panamá nel 2019. In questi nostri tempi, così bisognosi di testimoni della misericordia, i giovani della gmg di Cracovia, con la loro fede, i loro canti e la loro gioia, hanno offerto il dono della speranza per l’avvenire; hanno trasmesso il coraggio di sognare un mondo più bello e più fraterno; hanno svelato una speranza che non può crollare, perché appunto fondata in Cristo, l’eternamente giovane.

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